I motori di ricerca analizzano oltre 200 fattori per calcolare il valore di una pagina web. Tale processo è conosciuto come “Ranking”, o posizionamento.

I motori di ricerca, misurano il valore di una pagina web servendosi di schemi logici e regole matematiche per analizzare oltre 200 diversi fattori, e assegnare infine una posizione precisa nella lista dei risultati a fronte di una determinata ricerca.

Il processo appena descritto, in ambito SEO è conosciuto come Ranking, o posizionamento di una pagina web, e si basa su un principio molto semplice:

maggiore è il valore assegnato a una pagina web, e maggiori saranno le probabilità che venga posizionata più in alto nella lista dei risultati.

Nessuno conosce con esattezza tutti i fattori che influenzano il Ranking di una pagina, ma di certo il concetto “valore di pagina” mette tutti d’accordo; una sana valutazione meritocratica collima perfettamente con il fine ultimo dichiarato di Google.

Il valore di una pagina web ha due prerogative molto importanti:

  • non è immutabile nel tempo,
  • è sempre rapportato al resto delle pagine esistenti,

Vale a dire le pagine sono in perenne concorrenza tra loro perchè il loro valore cambia nel tempo.

Non dimentichiamoci che il web è un sistema in continua evoluzione.

Calcolare il valore intrinseco di una pagina web, non è un concetto recente, anzi, è così già da molto tempo, precisamente dalla nascita del Page Rank.

Qualcuno vi dirà che il Page Rank è un parametro superato, e bla bla bla bla…, ma i fatti ancora oggi, dicono il contrario.

La maggior parte dei siti web che hanno un alto valore di page rank sono posizionati meglio. Ma è anche vero che esistono molti siti web ben posizionati con un valore di PR pari a zero.

Non è un gioco di prestigio, il dato sopra esposto si spiega con la legge dei grandi numeri, ma è anche la dimostrazione dell’estrema mobilità del processo di Ranking.

Ad eliminare ogni ambiguità sulla questione del Page Rank ci ha pensato Google, che ha ufficialmente dismesso il rilevamento del PR, anche se in molti pensano (compreso il sottoscritto), che abbia solo smesso di renderlo pubblico.

Una cosa invece con il tempo è decisamente cambiata (in meglio): Google ha raddrizzato la mira, grazie agli ultimi aggiornamenti del suo celeberrimo algoritmo Panda, è riuscito a mettere un deciso argine allo spam, e ha determinato un innalzamento generale della qualità nei risultati di ricerca. Qualcuno ha gioito, altri un pò meno.

In futuro, con l’aumento della concorrenza in tutti i settori, si prevede un processo di Ranking ancora più volatile e selettivo di quello attuale. Aumentare la qualità sarà d’obbligo.

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